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Conto proprio e conto terzi: cosa cambia per chi guida mezzi commerciali

Conto proprio e conto terzi: cosa cambia per chi guida mezzi commerciali

Chi guida mezzi commerciali, come autocarri, furgoni, camion o autobus, prima o poi si imbatte in una domanda fondamentale: meglio operare in conto proprio o in conto terzi?
La differenza tra queste due modalità di trasporto non è solo teorica, ma ha conseguenze pratiche molto concrete su licenze, requisiti, responsabilità e tipologia di attività svolta. Comprendere cosa distingue il conto proprio dal conto terzi è essenziale sia per i conducenti professionali sia per le aziende che operano nel settore del trasporto e della logistica, soprattutto in un contesto urbano complesso come quello di Roma, incluse zone come Don Bosco e Torre Spaccata.

Conto proprio cos’è

Il trasporto in conto proprio si riferisce all’attività di trasporto di merci effettuata da un’impresa esclusivamente per soddisfare esigenze interne legate alla propria attività principale.
In questo caso il trasporto non rappresenta un servizio offerto a terzi, ma un’attività accessoria e strumentale. L’azienda utilizza i propri veicoli per spostare beni, materiali o attrezzature che le appartengono o che sono direttamente collegati al proprio ciclo produttivo o organizzativo, senza percepire un compenso per il trasporto in sé.

Il concetto chiave del conto proprio non è soltanto che la merce sia “propria”, ma che il trasporto non costituisca un’attività economica autonoma. È proprio questo elemento che distingue il conto proprio dal conto terzi e che viene valutato in caso di controlli su strada.

Ricorda che se la massa complessiva del veicolo è superiore a 6 t. è necessaria una licenza.

Chi rilascia la licenza conto proprio

La licenza per il trasporto di merci in conto proprio non viene rilasciata dall’autoscuola né dalla Motorizzazione Civile. L’autorità competente al rilascio è la Provincia o, nei territori interessati, la Città Metropolitana in cui l’impresa ha la sede legale o, nel caso di impresa individuale, la residenza del titolare.

L’ente verifica la documentazione presentata dall’impresa e, se sussistono i requisiti, rilascia la licenza amministrativa di conto proprio.

Quali sono i requisiti per ottenere la licenza conto proprio

Per ottenere la licenza di conto proprio è necessario che l’impresa svolga un’attività economica compatibile con il trasporto richiesto. I veicoli devono essere intestati all’impresa o utilizzati legittimamente dalla stessa e destinati al trasporto di merci coerenti con l’attività svolta. Anche i conducenti devono essere in possesso delle patenti appropriate e, nei casi previsti dalla normativa, della Carta di Qualificazione del Conducente.

La documentazione serve a dimostrare che il trasporto è effettivamente strumentale all’attività aziendale e non finalizzato a fornire un servizio a terzi.
Questo aspetto è centrale, perché un utilizzo improprio del mezzo può comportare sanzioni rilevanti.

Che cos’è il trasporto in conto terzi

Il trasporto in conto terzi si ha quando l’attività di trasporto viene svolta per conto di altri soggetti, normalmente dietro pagamento.
In questo caso il trasporto è una vera e propria prestazione professionale offerta sul mercato. L’impresa che opera in conto terzi svolge l’autotrasporto come attività principale o comunque come servizio economico autonomo.

Per operare in conto terzi è obbligatoria l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori di cose per conto di terzi e il rispetto di requisiti più stringenti rispetto al conto proprio, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello amministrativo.

Qual è la differenza tra conto proprio e conto terzi

La differenza fondamentale tra conto proprio e conto terzi riguarda lo scopo del trasporto.
Nel conto proprio il trasporto serve esclusivamente all’impresa che lo effettua e non genera un corrispettivo specifico. Nel conto terzi, invece, il trasporto è un servizio reso a favore di altri soggetti ed è parte integrante dell’attività economica dell’impresa.

Cambiano anche le licenze, gli obblighi e le responsabilità. Il conto terzi comporta un quadro normativo più complesso, con controlli più frequenti e requisiti strutturali più rigorosi. Il conto proprio, pur essendo più semplice, richiede comunque attenzione, perché l’uso improprio del veicolo può trasformare di fatto l’attività in trasporto abusivo.

Per chi vive o lavora nelle zone di Don Bosco, Torre Spaccata o più in generale a Roma, orientarsi tra licenze, requisiti e documentazione può non essere semplice.
In questi casi è fondamentale affidarsi a professionisti che conoscano sia la normativa sia le procedure amministrative.

Gruppo Conti rappresenta un punto di riferimento non solo per la formazione dei conducenti professionali di camion e autobus, ma anche per l’assistenza completa nella gestione delle pratiche legate al conto proprio e al conto terzi.
L’attività di supporto riguarda sia i singoli conducenti sia le aziende del settore trasporti e logistica, accompagnandole nella preparazione della documentazione, nei rapporti con gli enti competenti e nella corretta impostazione dell’attività di trasporto.

Comprendere la differenza tra conto proprio e conto terzi è il primo passo per lavorare in regola e con serenità.
Affidarsi a una struttura specializzata permette di evitare errori, sanzioni e perdite di tempo, rivolgiti ai nostri esperti per una consulenza conto proprio e conto terzi puntuale e precisa.

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